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25/09/17

Il Comune blocca l'iter dell'apertura del supermercato

Il sindaco della città Leo Castiglione chiede ed ottiene il rinvio in una prossima seduta del Consiglio Comunale la discussione per l'approvazione della variante al Piano Paesistico Regionale.

La pausa di riflessione occorre per ulteriore approfondimenti, prima di concedere ed inviare il nulla osta alla Regione Abruzzo per l'apertura del supermercato in Via Massari.
In realtà. Castiglione dai banchi della minoranza nel dicembre 2016 durante la seduta del Consiglio Comunale, che approvò la delibera per l'insediamento del supermercato, ribadì la sua contrarietà al cambio di destinazione d'uso dell'area in questione, da agricolo a zona commerciale.
Il sindaco, in qualità di responsabile unico della salute pubblica, ha voluto condividere con i capigruppo, la possibilità di giungere ad una decisione unanime approfondendo l'argomento nei suoi molteplici risvolti.

I NODI DELL'ACCESSO AL NUOVO INSEDIAMENTO.
Le due ipotesi di accesso al supermercato, devono fare i conti con la pericolosità del tratto nelle vicinanze della rotonda e con l'attraversamento del torrente Peticcio che delinea i confini della proprietà in questione.

 Il Peticcio non consente  pertanto di accedere all'area dove dovrebbe essere edificato il parcheggio ad uso pubblico.
L'eventuale ingresso, tra l'altro molto complicato da Via De Ritis, deve ottenere l'autorizzazione dall'Amministrazione Provinciale, che difficilmente la concede, per ovvi motivi di sicurezza.
I problemi legati alla viabilità, alla sicurezza stradale e agli accessi non sono facilmente superabili in un crocevia molto trafficato e con scarsa visibilità come quello di Via Massari, strada tortuosa ed in pendenza.

Anche la presenza del canile municipale non si "sposa" con il nuovo insediamento produttivo, dove
gli animali verrebbero fortemente disturbati dal rumore dei motori dei veicoli in entrata ed uscita dal supermercato.
Le deroghe al Piano Regolatore Generale dovrebbero essere concesse dal Comune nelle zone commerciali già previste in contrada San Giuliano, altrimenti gli strumenti di piano non hanno modo di esistere ed i proprietari delle aree non dovrebbero pagare l'I.C.I.
La questione è veramente complicata!
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