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14/08/18

Le tradizioni ortonesi smarrite nel tempo,ricordi di Vittorio Garzarelli

Ecco cosa accadeva dietro l'altare di Santa Maria di Costantinopoli la vigilia dell'Assunta.

Il racconto originale del nostro concittadino Vittorio Garzarelli.

La storia siamo Noi.
Molti anni fa. Mia madre mi portava a vedere quello “spettacolo” straordinario.
Appena dietro l’altare maggiore si elevava un arco molto alto - di cartone , o forse di compensato di legno - dipinto come fosse un arco in muratura, di elegante architettura.

Nel vano di quell’arco - inizialmente non visibile perché nascosta dall’altare - una bella statua della Madonna, sospesa a robuste corde collegate in soffitta a un argano manovrato a mano, iniziava lentamente la sua “salita verso il cielo”. E si fermava a un “fine corsa” corrispondente al momento in cui la testa coronata aveva raggiunto il bordo inferiore dell’arco.
Mia madre non mancava di richiamare la mia attenzione quando, a un certo punto della Messa vespertina, cominciava l’evento “prodigioso”.

Poi, nel tempo, la solita mania distruttrice degli ortonesi… Via quell’arco fasullo, via quelle corde!...
Una tradizione popolare, veramente originale, andata perduta per sempre, senza motivo. Come pure senza motivo sono stati “giustiziati” gli angioletti di coronamento dell’affresco di stile bizantino, colpevoli - essi - di essere di stile barocco…

I ricordi, queste ombre troppe lunghe del nostro breve passato, non passano mai.

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