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18/06/19

I pericoli del mare, massime attenzioni, il mare è Sicuro


I NUMERI DI MARE SICURO

.100 militari della Guardia costiera pattuglieranno fino al 15 settembre  150 chilometri di costa, tra Giulianova e le Tremiti, a bordo di 12 motovedette, 7 battelli di varie dimensioni e una piccola flotta di elicotteri tra cui il Nemo 11, sovente utilizzato per il recupero dei corpi in mare, e l’Atr 42 per il monitoraggio delle coste con sistemi a infrarossi.
A livello nazionale saranno tenuti sotto controllo 8000 km di costa con una squadriglia di 3000 operatori in campo. Squadre a terra (perfettamente riconoscibili dalla divisa bianca d’ordinanza) saranno impiegate per controlli e multe, in caso di inosservanza delle regole, negli stabilimenti balneari, tra i bagnanti in spiaggia e nelle postazioni del servizio di salvataggio.
RISERVE MARINE E SCUOLE. Tra gli interventi di tutela e costante osservazione rientrano anche le riserve marine abruzzesi della Torre del Cerrano e del Borsacchio e delle isole Tremiti, in territorio pugliese.
I DATI SULLA SICUREZZA.
 I dati relativi agli ultimi tre anni, 2016-2018, evidenziano come la security in mare, promossa dalla Guardia costiera, abbia funzionato soprattutto in alcune circostanze.
Ad esempio, sono diminuite le persone decedute per annegamento, passate da 16 nel 2016, 8 nel 2017 e 2 nel 2018, di cui un morto per malore. Di contro, sono aumentate le persone soccorse a vario titolo: 72 nel 2016, 149 nel 2017 e 218 nel 2018. Il numero dei controlli antinquinamento e pesca svolti dal personale a terra sono passati dai 3522 nel 2016 a 3944 nel 2018, con una punta di 4050 nel 2017. Quasi seimila ogni anno i controlli effettuati negli stabilimenti balneari. I quali devono mettersi tutti in regola obbligatoriamente sui dispositivi di primo soccorso in uso al personale di salvataggio. Da quest’anno reso facoltativo, «perché di fatto è impossibile assicurare un locale sterile e consono», l’uso delle stanze obbligatoriamente aperte nei lidi, secondo recenti disposizioni, e adibite alle prime emergenze.
PRONTO SOCCORSO. Questi i paletti fissati dall’ordinanza della Regione Abruzzo (determina dph 002/21 del 1° marzo 2019) che stabilisce l’apertura e chiusura della stagione balneare tra il 2 marzo e il 13 ottobre: i « concessionari dovranno obbligatoriamente dotarsi di materiale di pronto soccorso di immediata disponibilità come il pallone Ambu, o apparecchiatura equipollente riconosciuta dalle autorità sanitarie, tre bombole di ossigeno terapeutico monouso, portatile e omologato, tre cannule orofaringee per la respirazione artificiale di cui una ad uso pediatrico, le mascherine per la respirazione bocca a bocca e una cassetta di pronto soccorso con medicinali in corso di validità». E naturalmente il defibrillatore. Le attrezzature sono in uso ai bagnini e i titolari dei lidi che li usano per le prime emergenze.
CONSIGLI UTILI.
Ai bagnanti, i vertici della capitaneria ricordano che «la balneazione è sempre vietata nei porti e negli approdi, nel raggio di 50 metri dallo specchio d’acqua antistante la foce di fiumi, torrenti e canali, a meno di 200 metri dalle navi in rada, nel raggio di 200 metri nelle zone di mare in cui vi siano lavori in corso, all’interno dei corridoi di lancio, in zone dichiarate non idonee alla balneazione dalle autorità competenti». Inoltre «tutto l’anno è vietato transitare, sostare, pescare, tuffarsi dalle scogliere frangiflutti, dai pennelli e dalle opere poste a difesa della costa». Vietato anche «effettuare tuffi dalle piattaforme galleggianti prendisole installate negli specchi d’acqua antistanti le strutture balneari». Gli stabilimenti devono dotarsi del servizio di salvamento dal 1° giugno all’8 settembre dalle 9.30 alle 18.30. Il numero verde per l’emergenza in mare è il 1530. 


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