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02/10/19

IL COMUNE DI MODENA OFFRE CONSULENZA GRATUITA FONDI EUROPEI




FONDI EUROPEI COME FARE?
UN SINDACO pioniere che la bellezza di 23 anni fa ha scelto di fare da apripista e un'amministrazione pubblica che si è giocata con lui la scommessa: è così che Modena è diventata una best practice. Il Comune è infatti stato tra i primi in Italia nel 1996 ad aprire un ufficio pilota per provare a intercettare e utilizzare al meglio i fondi europei e da allora non solo non ha mai smesso di scodellare progetti vincenti con cui aggiudicarsi finanziamenti da investire sul territorio, ma ha anche insegnato ad altri Comuni e Province a fare altrettanto.

Per capire come Modena è diventata una specie di nave-scuola per gli amministratori locali alle prese con i fondi europei, è utile partire da un ufficio di Piazza Grande e dalle parole di Antonella Buja, la responsabile della piccola comunità di 8 persone - 4 project manager, 3 addetti alla cittadinanza europea e 1 alla cooperazione internazionale - che solo negli ultimi quattro anni, dal 2014 al 2018 ha candidato 95 progetti e ne ha vinti 39, per un totale di quasi 30 milioni di contributi (20,6 milioni nel 2018) che hanno attivati interventi per un costo complessivo di 43 milioni.

"Lavoravo a Bruxelles, presso una società di consulenza della Commissione Europea, dopo la laurea in Scienze Politiche con indirizzo internazionale - ricorda Buja - e sono entrata nell'ufficio un anno dopo la sua apertura, nel 1997. E così Modena è diventata la mia casa. Il sindaco di quegli anni, Giuliano Barbolini, scelse di costituire un ufficio interno all'amministrazione, nel suo Gabinetto, anziché avvalersi, come perlopiù accadeva, di consulenti esterni". Da allora l'ufficio ha svolto una costante attività di project management sia sui fondi a gestione diretta sia sui fondi strutturali e ha, parallelamente, sviluppato azioni per favorire il consolidamento di una cittadinanza europea attiva nella comunità locale, diventando sede, già dal 1997, di un centro di informazione ufficiale della Commissione Europea, Europe Direct, che garantisce quotidianamente informazioni, orientamento e assistenza ai modenesi su tutto ciò che la Ue può offrire loro.

"L'attuale sindaco, Gian Carlo Muzzarelli, non fa che ripeterci che con i fondi europei dobbiamo finanziare i progetti che abbiamo già in cantiere, ma facendoli prima e meglio. Non chiediamo mai risorse semplicemente a partire dagli assi di finanziamento europeo - continua Buja -, piuttosto, con un lavoro trasversale che coinvolge tutti i settori del Comune, partiamo dai progetti che la politica ha deciso di realizzare e individuiamo su quali fondi Ue possiamo avanzare richieste di contributi. Quindi i risultati che abbiamo ottenuto sono frutto del lavoro di tutta la macchina comunale, una macchina che funziona. E noi possiamo operare come se fossimo una società di consulenza".
   
Una scelta che nel tempo ha consentito di consolidare un know how che è stato messo a disposizione di altre Amministrazioni locali. "Dalla fine degli anni '90 abbiamo organizzato un servizio di consulenza per offrire la nostra esperienza ad altri Comuni e Province - spiega la dirigente -. Lo attiviamo tramite convenzioni ad hoc e chiediamo il pagamento di un corrispettivo per i costi. Negli anni abbiamo collaborato con una cinquantina di amministrazioni. Cito Trento, Bergamo, la Provincia di Mantova, Corigliano Calabro e ora Fiumicino. Li aiutiamo ad assemblare l'hardware: come organizzare l'ufficio, come farlo funzionare, come scegliere il personale, come addestrarlo, come costruire idee progettuali. Mi piace dire che forniamo la canna da pesca, anziché catturare i pesci al posto loro. Anzi, può accadere che una volta partiti, ci troviamo a competere sugli stessi fondi Ue."

Il ciclo di vita di un progetto parte con il monitoraggio delle informazioni sui bandi e i programmi europei, continua con la costruzione del dossier di candidatura e del budget, poi con la ricerca dei partner e le relazioni per la Commissione Europea e quindi con la gestione e la rendicontazione dei progetti finanziati e infine con le attività di diffusione dei risultati e le procedure di audit. "Questo percorso, che abbiamo imparato e sviluppato sul campo, si è potuto realizzare perché il Comune di Modena ha sempre considerato l'Unione Europea come un contesto naturale in cui collocarsi - sottolinea Buja - per confrontare le proprie politiche con quelle di altre realtà più avanzate, per individuare e sperimentare soluzioni innovative e migliorare il benessere della collettività".

Ma si farebbe un torto ad Antonella Buja e ai suoi collaboratori se non si elencassero, seppur per titoli, i progetti su cui è attualmente impegnata Modena nella programmazione 2014-2020: sull'Asse 2 , Sviluppo dell'ICT e attuazione dell'Agenda digitale, finanzia la diffusione della banda ultralarga in quattro aree produttive e industriali non coperte, tra cui la Fiera; sull'Asse 4, Promozione della low carbon economy nei territori e nel sistema produttivo, attua interventi di riqualificazione energetica su edifici di proprietà pubblica (un teatro, due scuole e un edificio sportivo) e di mobilità sostenibile con la costruzione di una rete di sei piste ciclabili; sull'Asse 5,  Valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali, ha realizzato il primo stralcio del progetto di riqualificazione funzionale della ex centrale ENEL che ospiterà il nuovo Teatro delle Passioni e la sede di Fondazione Emilia Romagna Teatro e infine, sull'Asse 6, Città attrattive e partecipate, investe sulla riqualificazione della ex centrale AEM per trasformarla nel Laboratorio Aperto dedicato alla cultura, allo spettacolo e alla creatività e sulla sua gestione, promozione e valorizzazione.

L'intervento più rilevante è senz'altro la riqualificazione dell'ex Centrale dell'Enel, situata all'interno del complesso dell'Amcm (la ex municipalizzata dell'energia), un'area contigua al centro storico interessata da un piano complessivo di valorizzazione e rilancio. Insieme al recupero di un edificio che rappresenta una delle poche testimonianze ancora integre di architettura industriale storica cittadina, l'obiettivo finale è il potenziamento della vocazione locale per le arti performative. La struttura ospiterà il Teatro delle Passioni e l'Emilia-Romagna Teatro Fondazione, uno dei più importanti centri di produzione di prosa italiani guidato da Claudio Longhi, che avrà a disposizione due nuove sale per spettacoli, una foresteria, luoghi per la ristorazione e l'aggregazione, uffici e altri servizi.

Il progetto è realizzato con il contributo della Commissione Europea. Dei contenuti editoriali sono ideatori e responsabili gli autori degli articoli. La Commissione non può essere ritenuta responsabile per qualsivoglia uso fatto delle informazioni e opinioni riportate.
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